Gli italiani approvano i vaccini che prevengono i tumori

Il Servizio Sanitario Nazionale è tuttora considerato efficiente e funzionante dai cittadini italiani?
Secondo i dati del sondaggio IPSOS “Priorità e aspettative degli italiani per un nuovo SSN”, il giudizio è ancora sostanzialmente positivo, perde però punti la valutazione dell’eccellenza e, al contempo, emergono segnali di insoddisfazione per i lunghi tempi di attesa e la carenza di personale medico e sanitario. Il 46% degli italiani è soddisfatto dell’offerta sanitaria, ma ritiene che il servizio pubblico meriti un potenziamento. Valori come sanità pubblica, Ricerca e innovazione vanno sostenuti da robusti finanziamenti, capaci di generare crescita economica e sviluppo. 

Gli italiani sono convinti che la spesa sanitaria pubblica nel nostro Paese sia al di sotto della media europea e ritengono sia necessario aumentare il finanziamento essendo la Sanità pubblica una priorità strategica. Eppure, un italiano su 3 si aspetta che nulla cambierà.

È su questi temi ‘caldi’ che si sono confrontati illustri rappresentanti del mondo politico-istituzionale e accademico, esperti della comunità medico-scientifica e Associazioni dei Pazienti, in occasione della settima edizione di “Inventing for Life Health Summit”, dedicato ancora una volta al tema “Investing for Life: la Salute conta!”, organizzato da MSD Italia.

Secondo l’indagine IPSOS, è l’area oncologica che il 78% dell’opinione pubblica ritiene prioritaria in fatto di prevenzione, a cominciare dagli screening. Un dato in crescita (nel 2023 riguardava il 73% dei cittadini) che denuncia una criticità del sistema sanitario: mentre per i comuni esami del sangue gli italiani si rivolgono al pubblico, per la diagnostica e i consulti specialistici si passa al privato per evitare le lunghe liste d’attesa. Nell’ambito dei vaccini si auspica un miglioramento nell’accesso, ma occorre una costante e alta pressione divulgativa per mantenere la fiducia. La farmacia è percepita come punto di riferimento per la crescita della compliance vaccinale.

“Recentemente il Ministero della Salute ha pubblicato i dati aggiornati al 2023 relativi alle coperture vaccinali anti-HPV nelle diverse regioni italiane. Il dato complessivo è in leggero miglioramento, ma le coperture sono ancora ben al di sotto della soglia ottimale del 95%: sulla coorte target dei 12enni registriamo il 45.39% sulle ragazze e il 39.35% sui ragazzi, dati che risultano più elevati per le coorti dei 15enni ma ancora inferiori al 70%. Anche sullo screening siamo indietro, soprattutto su quello organizzato dove la copertura è inferiore al 50% delle donne. Dobbiamo fare di più se vogliamo raggiungere gli obiettivi entro il 2030” sostiene Giancarlo Icardi, Professore Ordinario Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Genova.

È fondamentale rendere accessibili a tutti i programmi di screening e vaccinazione, come quelli per il papillomavirus umano (HPV) e l’epatite B, che possono prevenire alcuni tipi di cancro ed è essenziale che le persone vi partecipino attivamente. Inoltre, è cruciale avviare campagne di prevenzione mirate ai giovanissimi ed ai giovani, per creare una forte e consapevole cultura della prevenzione oncologica nelle nuove generazioni. 

“Come Società di Igiene e Sanità Pubblica, l’obiettivo di eliminazione dei tumori HPV-correlati è in cima alle nostre priorità e possiamo raggiungerlo grazie alla sinergia tra tutti gli attori in campo: dagli igienisti ai ginecologi e agli oncologi, dai medici di medicina generale ai pediatri e ai farmacisti, con il contributo fondamentale delle istituzioni e della società civile. Due armi straordinarie come la vaccinazione e lo screening ci offrono oggi la possibilità di debellare alcune tipologie di tumore, a partire da quello della cervice uterina. Fondamentale quindi un piano straordinario di eliminazione che sia diretto ad adolescenti e adulti di entrambi i sessi. Ricordiamo infatti quanto l’HPV abbia un impatto significativo anche sul maschio, provocando tumori del pene, dell’anno e del tratto testa-collo” dichiara Enrico Di Rosa, Presidente SitI.

Nel video:

  • Chiara FERRARI, Service Line Leader IPSOS
  • Enrico DI ROSA, Presidente SITI – Società Italiana d’Igiene –  Medicina Preventiva
  • Giancarlo ICARDI, Professore di Igiene – Direttore Suola di Igiene – Ospedale San Martino e Università di Genova
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