L’arte e la moda raccontano il vissuto dei pazienti che convivono con una malattia rara

Dolore fisico, eruzioni cutanee, senso di isolamento, minaccia costante per la propria vita. Sono le conseguenze della psoriasi pustolosa generalizzata o GPP,  una patologia rara della pelle. La psoriasi pustolosa generalizzata è una malattia grave: soprattutto le forme molto estese possono infatti provocare complicanze potenzialmente pericolose per la vita, che richiedono in qualche caso un accesso al pronto soccorso e il ricovero in un’unità di terapia intensiva. I dati sulla mortalità negli studi su pazienti con GPP sono limitati, ma sono stati riportati tassi tra il 3% e il 7%.

Identificare la GPP non è facile; per distinguerla da altre condizioni simili sono necessari esami di laboratorio, un’attenta valutazione dei sintomi cutanei e del decorso clinico e dei potenziali fattori scatenanti. La difficoltà di riconoscere la GPP comporta molto spesso un ritardo nella diagnosi (anche di anni) e nell’accesso alle terapie, con ricadute negative sul piano fisico e sul benessere mentale e psicologico dei pazienti. I pazienti si trovano a volte in condizione di doversi recare all’ospedale ripetutamente proprio perché la patologia non viene riconosciuta, e questo ostacola e differisce l’accesso alle terapie disponibili.

Per promuovere una corretta informazione e una sempre più tempestiva presa in carico dei pazienti, è nato il  progetto “Sulla Mia Pelle: vivere con la GPP” promosso da Boehringer Ingelheim con associazioni di pazienti e di medici specialisti. La campagna ha ispirato “Unwearable Collection” dell’artista Bart Hess, per la prima volta esposta in Italia: 

una collezione di cinque sculture che rappresentano le difficoltà delle persone colpite da GPP.

La “Unwearable Collection” descrive proprio questa drammatica esperienza e l’intera campagna “Sulla Mia Pelle: vivere con la GPP” fa leva sulla coalizione tra associazioni dei pazienti, professionisti, società scientifiche, aziende e Istituzioni, con l’obiettivo comune di portare allo scoperto i bisogni insoddisfatti delle persone con GPP, per i quali occorre un approccio ancora più coordinato tra tutti gli attori coinvolti nel percorso clinico del paziente. L’iniziativa mira, inoltre, ad accendere i riflettori sull’impatto della GPP sulla salute e sulla vita delle persone che convivono con questa patologia, invitando il pubblico a “mettersi nei loro panni”.

Nel video:
Francesco CUSANO
Presidente ADOI – Associazione Dermatologi-venereologi Ospedalieri Italiani 

Morena SANGIOVANNI
Presidente di Boehringer Ingelheim Italia 

Laura GRAMIGNA
Direttore Accademia del Lusso

Total
0
Condivisioni
Articolo Precedente

Torino capitale per la prevenzione del Fuoco di Sant’Antonio

Articolo Successivo

Un unico farmaco efficace per la dermatite atopica e lalopecia areata

Articoli correlati