Covid: l’OMS invita i governi a offrire ai pazienti una maggiore riabilitazione

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha esortato i paesi a dare la priorità alla riabilitazione per le conseguenze a medio e lungo termine del Covid-19 e a raccogliere informazioni sul “long covid” in modo più sistematico.

L’OMS ha prodotto un modulo standardizzato per riportare i dati clinici dei singoli pazienti dopo la dimissione dall’ospedale o dopo la loro malattia acuta per esaminare le conseguenze a medio e lungo termine del Covid-19. Ha anche istituito gruppi di lavoro tecnici per costruire un consenso sulla descrizione clinica di ciò che l’OMS ora chiama “la condizione post-Covid-19” e per definire le priorità di ricerca.

Il direttore generale dell’OMS, Tedros Ghebreyesus, ha sottolineato che non sono state ancora condotte ricerche sufficienti sul riconoscimento della condizione post-Covid-19. Ha aggiunto che tutti i paesi devono mostrare impegno per includere la riabilitazione come parte del loro servizio sanitario. “Il “long Covid” ha un forte impatto sull’individuo, sulla società e sull’economia”, ha avvertito.

Danny Altmann, immunologo dell’Imperial College di Londra, ha detto che “ci sarebbe un forte bisogno di cliniche post-Covid-19, ma al tempo spesso la scarsa conoscenza di questa malattia fa nascere domande importanti, come ad esempio di quale tipo di sostegno hanno bisogno e qual è il personale più adatto a gestire questo tipo di pazienti”. Altmann ha aggiunto che “allo stesso modo del lupus, un paziente potrebbe aver bisogno del contributo di molte specialisti tra cui neurologi, cardiologi, endocrinologi e pneumologi”.

Altmann ha aggiunto che non “è chiaro se la condizione possa durare per mesi o anni. C’è un grande numero di persone che si auto-isolano ma non stanno bene a casa. Se il 10-20% delle infezioni da Covid-19 nel mondo porta a un Covid a lungo termine, abbiamo un’eredità di 10-20 milioni di casi a lungo termine da gestire”.

Un sondaggio ha identificato 205 sintomi in dieci sistemi d’organo tra i pazienti con Covid a lungo termine. Il sondaggio, pubblicato come preprint alla fine di dicembre, comprendeva 3762 intervistati da 56 paesi. La maggior parte dei pazienti (91,6%) non era stata ricoverata in ospedale.

I sintomi più frequenti riportati dopo sei mesi sono stati affaticamento, malessere post-sforzo e disfunzione cognitiva. L’indagine ha rilevato che il 21% dei pazienti presentava ancora sintomi gravi dopo sei mesi. Due terzi richiedevano un orario di lavoro ridotto o non lavoravano più a causa della malattia.

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