Secondo una ricerca pubblicata dal Journal of American College of Cardiology, nelle persone che rischiano maggiormente di sviluppare malattie cardiovascolari si è notato un aumento del declino cognitivo, incluso un aumento dei marcatori tipici dell’Alzheimer, suggerendo che il monitoraggio e il controllo delle malattie cardiache possano essere la chiave per mantenere e migliorare la salute cognitiva.
Precedenti studi hanno riportato come i fattori di rischio di malattie cardiovascolari fossero connesse con alcune regioni del cervello, come la materia bianca, la materia grigia e l’ippocampo, ma i risultati sono stati incoerenti. I ricercatori di questo studio hanno cercato di confrontare i punteggi di rischio cardiovascolare generale di Framingham (FGCRS), che incorporano le informazioni demografiche con i tradizionali fattori di rischio cardiovascolare per valutare il rischio futuro, con il declino a lungo termine di un individuo nella funzione cognitiva.
I ricercatori hanno seguito 1.588 persone che non soffrivano di demenza, partecipanti al progetto Rush Memory and Aging per 21 anni. L’età media era di 79,5 anni. Il loro FGCRS è stato classificato in gruppi bassi, medi e alti in base al rischio di malattie cardiache. Ogni anno i partecipanti sono stati valutati usando 19 test per ottenere un punteggio composito, la memoria episodica (memoria degli eventi quotidiani), la memoria semantica (memoria a lungo termine), memoria di lavoro (memoria a breve termine), la capacità visospaziale (capacità di identificare le relazioni visive e spaziali tra gli oggetti) e la velocità percettiva (capacità di confrontare accuratamente e completamente lettere, numeri, oggetti, immagini o motivi).
Alla fine del periodo di studio, i ricercatori hanno scoperto che avere un rischio cardiovascolare elevato era associato a un più rapido declino della memoria episodica, della memoria di lavoro e della velocità percettiva. I ricercatori hanno anche esaminato i dati della risonanza magnetica per un sottogruppo di pazienti e hanno scoperto che un FGCRS più elevato era associato a volumi più piccoli di ippocampo, materia grigia corticale e cervello totale, segni tipici dell’Alzheimer. Le risonanze magnetiche hanno anche mostrato un maggior volume di iperintensità della sostanza bianca, macchie bianche sul cervello che causano un declino della funzionalità di una determinata area.