In Italia si è costituita un’importante rete di collaborazione per il sostegno della Medicina di Genere che vede coinvolti l’Istituto Superiore di Sanità, con l’attivazione di un Centro di Riferimento per la Medicina di Genere.
La Società Italiana di Gastro Reumatologia, ha avviato una collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità al fine di promuovere un’attività scientifica di genere nell’ambito delle malattie gastro-reumatologiche. In queste malattie infatti, le differenze tra uomini e donne sono rappresentate dalla diversa frequenza, gravità dei sintomi, decorso della malattia, e risposta alla terapia.
Le differenze di genere nelle malattie gastro-reumatologiche sono particolarmente evidenti nel numero di persone colpite. L’80% dei pazienti con malattie autoimmuni è rappresentato da donne, tra queste anche molte patologie gastro-reumatologiche che presentano una frequenza 7-10 volte più elevata nelle donne rispetto agli uomini. Per quanto riguarda malattie quali l’artrite reumatoide, la sclerosi multipla e la miastenia grave, le donne sono 2-3 volte più colpite rispetto agli uomini.
Un altro aspetto importante nelle differenze di genere è la diversa risposta ai farmaci tra uomo e donna, compresi gli effetti collaterali legati alle terapie. Dal 1997 al 2000, otto farmaci sono stati ritirati dal commercio a causa di gravi effetti avversi a carico della popolazione femminile, questo ha portato le agenzie regolatorie di molti paesi a prevedere specifici protocolli affinché negli studi siano presi in considerazione quote rappresentative di entrambi i sessi. Solo nel 2001 è stata recepita la legge americana che impone una quota femminile nei trials, e che i risultati debbano essere analizzati separatamente per sesso perché emergano eventuali differenze.
La Medicina di Genere non è la salute della donna o la salute dell’uomo, bensì una nuova dimensione della medicina che studia l’influenza del sesso e del genere sulla fisiologia, fisiopatologia e patologia umana. Lo stato di salute o di malattia può essere influenzato sia da aspetti sanitari legati al sesso sia da aspetti socio-economici e culturali. Un approccio di genere alla medicina, garantendo a tutti il migliore trattamento auspicabile, consentirebbe di promuovere la personalizzazione delle cure generando risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale. Per raggiungere questo obiettivo, la Medicina di Genere non deve essere una specialità a sé stante, ma un’integrazione trasversale di specialità e competenze mediche.