Broncopneumopatia invalidante

La mancanza di fiato è cronica per gli oltre 2,5 milioni di italiani che convivono con la BPCO o Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva: una grave malattia respiratoria che ruba progressivamente il respiro e il cui sintomo principale è proprio il fiato corto (dispnea). Ogni anno, nel mondo, la BPCO provoca circa 3 milioni di vittime e costituisce così la quarta causa di morte a livello globale.
L’indagine “Gli ostacoli del fiato”, realizzata da GfK e promossa da AstraZeneca, rivela che quasi 1 paziente su 2 è in difficoltà a fare le scale (47%) e a svolgere qualsiasi tipo di attività fisica (45%). A causa della patologia, i pazienti non riescono a dedicarsi ai propri hobby (41%) e ad andare a ballare (36%). Anche il lavoro è investito dalle conseguenze negative della malattia: quasi 1 paziente su 5 (19%) ha dovuto cambiare professione a causa della BPCO, il 9% ha addirittura rinunciato a lavorare.

Per restituire ai pazienti il fiato sottratto dalla malattia è ora disponibile anche in Italia la combinazione di aclidinio e formoterolo, l’unica associazione di due broncodilatatori – a dose fissa precostituita, somministrata in un unico inalatore – capace di controllare i sintomi mattutini (-17,7%), diurni (-21,6%) e notturni (-25,2%) della BPCO rispetto ai monocomponenti, portando inoltre a un miglioramento clinicamente significativo della dispnea.
La nuova terapia di combinazione unisce meccanismi di azione differenti, ma complementari. Aclidinio blocca i recettori muscarinici M3, responsabili della contrazione dei muscoli bronchiali e riduce la broncocostrizione. Formoterolo determina invece una broncodilatazione diretta che avviene dopo pochi minuti dalla somministrazione (1-3 minuti), grazie alla stimolazione dei recettori β2.

“L’ultima novità nel panorama terapeutico della BPCO – afferma Pierachille Santus, Professore associato di Malattie Respiratorie all’Università degli Studi di Milano – è la combinazione a dose fissa di aclidinio e formoterolo, da oggi disponibile anche nel nostro Paese. Dagli studi clinici che sono stati condotti emerge la rapidità d’azione della nuova terapia, che fa sì che il paziente sperimenti un sollievo immediato dei sintomi. Inoltre, la broncodilatazione osservata dopo la somministrazione del farmaco è risultata superiore rispetto a quella ottenuta con i singoli monocomponenti. Ciò determina un’efficacia superiore nel controllo dei sintomi per quanto riguarda la dispnea, in ogni momento della giornata. Tutto ciò si traduce in una maggiore facilità per il paziente nello svolgere le sue normali attività quotidiane come alzarsi dal letto, lavarsi e fare le scale; in modo particolare per quanto concerne le azioni del primo mattino, il momento solitamente più critico per un paziente con la BPCO. La nuova combinazione rappresenta quindi un avanzamento terapeutico con nuove prospettive di utilizzo nei pazienti”.

Nel video:

  • Isabella CECCHINI
    Direttore Ricerche sulla salute Gfk Eurisko
  • Nicola SCICHILONE
    Professore di Malattie dell’Apparato Respiratorio Università degli Studi di Palermo
  • Pierachille SANTUS
    Professore associato di Malattie Respiratorie Università degli Studi di Milano
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