Lo sviluppo delle moderne biotecnologie ha modificato e migliorato la vita di tante persone che attraverso l’impiego di farmaci innovativi hanno potuto contrastare malattie di grande rilievo clinico ed epidemiologico: tumori, malattie infiammatorie croniche ed autoimmuni nonché neurologiche e neurodegenerative. Ma, al tempo stesso, la razionalizzazione dei costi sanitari impone maggiore attenzione alle risorse da parte del Sistema Sanitario Nazionale. In questo scenario si inseriscono i farmaci biosimilari, ossia quei farmaci comparabili in termini di efficacia, sicurezza e qualità ai farmaci biotecnologici di riferimento già in commercio il cui brevetto è scaduto. Con un prezzo inferiore di circa il 30% rispetto al farmaco di riferimento, i biosimilari rappresentano una grande opportunità.
La disponibilità dei prodotti biosmilari rappresenta una grossa opportunità per incrementare l’accesso a più pazienti, liberare fondi per i farmaci innovativi e in generale garantire sostenibilità al sistema sanitario. Molti sono i brevetti che scadranno nel corso dei prossimi anni e che apriranno la strada all’ingresso di nuovi farmaci biosimilari in aree terapeutiche ad alto costo.
L’alleanza tra clinici e payer è la chiave per sfruttare le opportunità offerte dai farmaci biosimilari. Coinvolgendo il clinico nelle strategie di risparmio e salvaguardandone la libertà prescrittiva affinché sia offerta ai pazienti la terapia più appropriata, si potranno adottare soluzioni che garantiscano un maggiore accesso alle cure e una migliore qualità di vita per migliaia di pazienti.
Nel video:
- Leonardo Punzi
Direttore UOC di Reumatologia Azienda Ospedaliera Università di Padova- Margherita Andretta
Responsabile UOS Farmacoepidemiologia Azienda ULSS Verona