Mangiare quattro o più porzioni di patate (sotto forma di purea, al forno o lessate) a settimana aumenta il rischio di soffrire di pressione alta o ipertensione.
Lo studio, condotto dagli scienziati del Brigham and Women’s Hospital e della Harvard Medical School del Massachussetts, ha confrontato i risultati sopra descritti con quelli ottenuti da persone che mangiano patate solo una volta alla settimana. E la cosa più curiosa è che l’associazione tra assunzione di patate e il rischio di pressione alta è stato riscontrato solo nelle donne e non negli uomini.
Un ulteriore elemento emerso dalla ricerca ridà speranza agli amanti delle patate. Non bisogna infatti abbandonare purea o chips, ma a quanto pare basta sostituire una volta a settimana la patata con una verdura senza amido (un carboidrato costituente della patata stessa) per vedere la pressione sanguigna scendere sotto livelli di guardia.
Ma come mai le patate portano ipertensione? Perché hanno un alto indice glicemico rispetto ad altri vegetali e questo comporta, dopo i pasti, un picco di zuccheri nel sangue (noto come iperglicemia); l’iperglicemia, dal canto suo, è associata a disfunzioni e infiammazioni del tessuto di cui sono fatte vene e arterie; ed ecco che il picco glicemico può provocare una circolazione sanguigna non regolare.
Si tratta, a detta degli stessi ricercatori, di uno studio che richiederà approfondimenti ulteriori: non è stato dimostrato un rapporto causale certo tra l’assunzione di patate e l’ipertensione. Tuttavia un legame pare esserci e il dibattito intorno alle tanto amate patate siamo sicuri che bolle già in pentola.