Si chiama Prometheus, Patient Journey Mobile Lab on HCV, il progetto di formazione itinerante unico al mondo, organizzato da QBGROUP con il supporto incondizionato di AbbVie, che fa tappa a Padova. Il progetto si propone di realizzare un tour di formazione “esperienziale” all’avanguardia con l’obiettivo di migliorare la gestione del paziente con epatite C attraverso un approccio multidimensionale e interattivo in grado di rendere più efficace l’aggiornamento professionale degli operatori della sanità. Il progetto formativo non si limita alle competenze mediche ma affronta anche il tema della relazione medico-paziente grazie alla presenza di un’esperta di comunicazione ed educazione terapeutica.
“L’epatite C si dimostra avere un rilevante impatto epidemiologico e clinico anche nella nostra regione ove un registro regionale da noi gestito raccoglie tutti i pazienti trattati con terapia antivirale o in attesa di iniziare il trattamento nei centri della rete veneta. – dichiara Alfredo Alberti, Direttore Unità Operativa di Terapia delle epatiti croniche virali, Azienda Ospedaliera di Padova – Ad oggi sono stati trattati quasi 2.000 pazienti ed altrettanti sono in attesa di iniziare a breve. Ciò determina un importante impegno organizzativo e clinico per i centri anche per la complessità della casistica trattata, che comprende anche pazienti con malattia epatica avanzata e scompensata, altri in attesa o dopo trapianto di fegato, altri ancora coinfettati con HIV. I risultati ad oggi sono molto incoraggianti, e già documentano l’eradicazione del virus HCV nel 85-90% dei casi trattati a conferma della efficacia dei farmaci utilizzati ma anche delle capacità cliniche dei centri prescrittori. L’impegno nel 2016 è destinato ad aumentare ulteriormente con un auspicabile allargamento ulteriore dell’accesso alla terapia grazie alla progressiva riduzione del prezzo delle terapie e alla continua attenzione per questa problematica delle autorità sanitarie regionali con importanti stanziamenti economici dedicati a combattere l’epatite C nel Veneto”.
Il futuro della lotta al virus dell’HCV passa anche attraverso la realtà virtuale, tecnologie interattive e formazione medica “esperienziale”. Il progetto Prometheus prevede 8 eventi formativi itineranti ai quali parteciperanno complessivamente circa 200 tra epatologi ed infettivologi in Italia. A bordo del laboratorio mobile verrà utilizzata una metodologia didattica esperienziale che prevede l’interazione con un paziente in “real time” in un contesto di simulazione virtuale del percorso di cura. Durante le simulazioni i partecipanti interagiscono con il paziente virtuale proprio come avviene nella pratica clinica reale. Tutto questo si traduce in una migliore gestione del percorso diagnostico terapeutico grazie ad una formazione sempre dinamica, un format altamente interattivo, set virtuali e media esperienziali combinati.
L’innovazione del CELL ha come punto di forza il confronto tra esperti dei centri di riferimento nazionali per l’HCV e i medici delle strutture sanitarie del territorio nazionale per la condivisione di best practice efficaci e sostenibili nella gestione del paziente con epatite C. L’onere sanitario complessivo dell’epatite C, infatti, si attesta intorno al miliardo di euro all’anno. Una quota importante del costo per paziente potrebbe essere bilanciata con la riduzione dei costi diretti e indiretti causati da una maggiore efficacia delle cure.
“Grazie a una gestione ottimale del paziente è possibile oggi ridurre i costi di gestione in tutto il percorso terapeutico del paziente con HCV e con risultati che puntano al 100% di guarigioni. – dichiara Salvatore Lobello, Gastroenterologo dell’Ospedale S. Antonio, ULSS 16 Padova – La simulazione virtuale di scenari clinici complessi e la metodologia didattica basata sulla conoscenza delle linee guida e sull’esperienza consentono di trasformare le conoscenze mediche in azioni cliniche appropriate ed efficaci nel contesto reale della pratica clinica.”
Nel CELL dunque convergono tecnologie, professionalità, contenuti e metodologia didattica all’avanguardia che rendono estremamente efficace la formazione proposta, creando un ambiente educativo assolutamente unico, in cui l’emozione che nasce dal coinvolgimento in una esperienza nuova e significativa facilita l’apprendimento e l’interiorizzazione dei contenuti, ponendo sempre il paziente al centro del percorso assistenziale terapeutico.
“Tra i pazienti che acquisiscono l’infezione da HCV – conclude AnnaMaria Cattelan, Direttore della Divisione di Malattie Infettive e Tropicali, Azienda Ospedaliera-Universitaria di Padova – oltre l’80% diventa portatore cronico, sviluppando nel 65-95% dei casi un’epatopatia cronica e nel 10-30% dei casi un rischio di evolvere in cirrosi nell’arco di 25-30 anni. I Centri veneti si trovano quindi ad affrontare pazienti particolarmente complessi ma oggi riusciamo ad ottenere tassi elevati di guarigione anche nei casi considerati difficili da trattare. Il progetto Prometheus offre sicuramente molte opportunità per continuare a migliorare competenze, abilità e conoscenze degli operatori sanitari e garantire l’adeguatezza e l’appropriatezza degli interventi assistenziali e la qualità delle cure rivolte ai cittadini.”
Nel video:
- Salvatore Lobello
Gastroenterologo Ospedale S. Antonio ULSS 16 Padova- Alfredo Alberti
Direttore Unità Epatiti Croniche Virali Azienda Ospedaliera di Padova- AnnaMaria Cattelan
Direttore Divisione Malattie Infettive Azienda Ospedaliera-Universitaria di Padova