Focus sui farmaci al Congresso Nazionale della Società Italiana di Neurologia. Prosegue la ricerca per vincere le malattie neurologiche. Nuovi studi sottolineano il possibile utilizzo futuro delle cellule staminali per alcune patologie, come è stato sottolineato durante il congresso nazionale della Società Italiana di Neurologia.
Al congresso si è parlato anche di epilessia, una delle condizioni neurologiche più comuni al mondo, che colpisce circa 6 milioni di persone solo in Europa.
Riguardo alle terapie già disponibili, l’agenzia europea del farmaco ha approvato perampanel, un farmaco sviluppato come terapia aggiuntiva per le crisi epilettiche parziali di pazienti oltre i 12 anni di età. E nel trattamento di crisi parziali in soggetti adulti con epilessia di nuova diagnosi, la monoterapia con zonisamide ha dimostrato di possedere sicurezza ed efficacia.
L’epilessia è caratterizzata da un scarica anomala di impulsi dalla cellule nervose nel cervello che causa la comparsa di crisi epilettiche. A seconda del tipo, le crisi possono essere limitate a una parte del corpo o possono essere generalizzate e coinvolgere l’intero corpo. I pazienti possono anche provare sensazioni anomale, alterazioni del comportamento o della coscienza. L’epilessia è un disordine neurologico con molte possibili cause. Spesso la causa dell’epilessia è sconosciuta. Qualsiasi elemento di disturbo del normale schema dell’attività neuronale, dalla malattia al danno celebrale e ai tumori, può causare la comparsa di crisi epilettiche.
Nelle crisi parziali, queste scariche anomale sono inizialmente focalizzate in aree specifiche del cervello, ma possono diventare più generalizzate; i sintomi possono variare a seconda delle aree colpite. Il trattamento delle crisi parziali, il tipo più comune di epilessia, rappresenta una sfida costante. Il 30% dei pazienti con crisi parziali non raggiunge la remissione completa delle crisi nonostante la terapia appropriata con farmaci antiepilettici.
Inoltre, gli effetti collaterali associati al sistema nervoso centrale quali senso di testa vuota (capogiri), sonnolenza (assopimento), rallentamento cognitivo (deficit della memoria e dell’attenzione) e aggressività sono altamente prevalenti durante il trattamento con gli agenti antiepilettici esistenti. Esiste, quindi, la necessità di nuovi agenti antiepilettici che offrano una riduzione effettiva della frequenza delle crisi unita ad un favorevole profilo di sicurezza.
Nel video:
- Aldo Quattrone, Presidente Società Italiana di Neuroligia
- Alfonso IudiceUnità di Neurologia Università di Pisa
- Gaetano Zaccara Direttore Neurologia Azienda Sanitaria Firenze