I pazienti con tumore lanciano un Manifesto per accendere i riflettori sulle differenze di trattamento tra le Regioni. Nel Manifesto le Associazioni chiedono che venga sancito a livello costituzionale il ruolo dello Stato come garante dell’uniformità sul territorio nazionale delle prestazioni sanitarie, sollecitano un’Authority nazionale di controllo della qualità delle prestazioni in Oncologia e l’istituzione di un Centro oncologico specialistico di riferimento per ogni Regione.
Il Manifesto nasce con l’obiettivo di accendere i riflettori sulle difformità tra le Regioni nell’assistenza ai pazienti oncologici che alimentano il fenomeno della migrazione sanitaria dal Sud verso il Nord e, dopo l’entrata in vigore della Direttiva europea 2011/24/UE sull’assistenza transfrontaliera, anche dall’Italia verso altri Paesi europei, con gravi disagi per le famiglie. A giudizio dei pazienti è stata recepita senza prevedere alcun sostegno per le spese di viaggio, favorendo un flusso migratorio dall’Italia verso altri Paesi europei solo a vantaggio delle fasce sociali ad alto reddito.
Il divario tra Nord e Sud, alla base della migrazione sanitaria, è uno degli aspetti strutturali del Servizio Sanitario italiano che, pur piazzandosi ai primi posti nei principali indicatori internazionali da decenni, non riesce a gestire le carenze reali e percepite nell’assistenza che colpiscono soprattutto le Regioni meridionali. Nel corso del 2012 sono stati oltre 770 mila gli italiani ricoverati in una Regione diversa da quella di appartenenza. Il Nord assorbe il 55,1% della mobilità attiva: all’opposto, al Sud tutte le Regioni, tranne il Molise, hanno un saldo negativo. Complessivamente le risorse mobilitate per le cure extra-regione nel 2012 sono state pari a circa 4 miliardi di euro. Il saldo finale è di circa 2 miliardi di Euro (dati SDO-Sole 24 Ore Sanità) e si tratta per lo più di risorse che si sono spostate dalle Regioni del Sud a quelle del Nord incrementando il divario e la capacità di recupero del Sud. Risorse destinate in particolare per interventi di alta specialità: i ricoveri in mobilità
hanno un costo medio di circa 5.200 euro contro un costo medio dei ricoveri di 3.500 euro.
A penalizzare i pazienti può essere non solo la Regione di residenza, ma anche il tipo di tumore: i pazienti italiani con tumori rari, che richiedono competenze di eccellenza concentrate in pochi Centri, sono quasi sempre costretti a un “viaggio della speranza”:
Tutti i cittadini sono invitati a sottoscrive il Manifesto a favore dell’uniformità dei diritti e dell’uguaglianza dell’assistenza sanitaria.
Per informazioni e adesioni al Manifesto: www.salutebenedadifendere.it
Nel video intervistati:
- Anna Maria MancusoPresidente di Salute Donna onlus
- Paolo Marchetti
Direttore Oncologia Medica, Ospedale Sant’Andrea – Roma- Sergio Lodato
Direttore Sanitario Istituto Nazionale Tumori – Napoli