Contro la psoriasi sono disponibili terapie sempre più personalizzate, tra cui giocano un ruolo cruciale i trattamenti topici di ultima generazione, come il gel a base di vitamina D e corticosteroide, che migliora i sintomi e la qualità della vita dei pazienti.
Una patologia spesso sottodiagnosticata e non adeguatamente trattata, soprattutto nella sua forma lieve-moderata, al centro dell’incontro “Psoriasi: la terapia interattiva”. L’iniziativa, patrocinata dalle principali Società Scientifiche della Dermatologia nazionale, vede la partecipazione di importanti dermatologi lombardi, riuniti per valutare come migliorare l’approccio diagnostico e terapeutico, sulla base del principio della personalizzazione della cura.
Per quanto riguarda la diagnosi e i controlli, l’obiettivo è fare in modo che tutti i pazienti possano sottoporsi a indagini standardizzate: come indica Gianfranco Altomare, professore ordinario di Dermatologia all’Università degli Studi di Milano e Responsabile del Reparto di Dermatologia e Malattie a trasmissione sessuale presso l’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, «è auspicabile che si arrivi a un’uniformità delle indagini da far eseguire al paziente: un approccio condiviso e univoco nella fase dei controlli diagnostici può essere infatti uno strumento per evitare le complicazioni, come ad esempio l’artrite, che la malattia psoriasica può comportare».
Un altro aspetto, presente soprattutto in Lombardia, è legato a una certa disomogeneità nella terapia della psoriasi lieve-moderata, che espone i pazienti lombardi a ricevere trattamenti di vecchia generazione.
È sempre più evidente che per raggiungere una reale efficacia, e dunque offrire maggior benessere ai pazienti psoriasici, è necessario un approccio terapeutico condiviso e personalizzato, per evitare a chi soffre di essere trattato con terapie superate e mal tollerate. «Raggiungere uno standard uniforme di cura non è un’operazione facile – commenta il professor Altomare – anche se la scelta della terapia locale per la psoriasi lieve-moderata dovrebbe orientarsi verso quei trattamenti innovativi che hanno dimostrato maggiore efficacia e che, grazie a una più agevole applicazione, facilitano la continuità della cura».

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